La canna Breda, un mito intramontabile!

 

Strumenti eccezionali, i semi automatici Breda sono tra i più apprezzati da i cacciatori di tutto il mondo e non esiste dubbio alcuno che la marcia in più nei fucili Breda è la canna. Chi compra un Breda sa di poter prendere canne costruite con criterio e altissima qualità. Ma cosa distingue una buona canna da una ottima canna?

La qualità di una canna interessa moltissimi aspetti scientifico tecnologici: conoscenze balistica per la progettazione, scienze metallurgica per la scelta dei materiali, competenze meccaniche per le lavorazioni e competenze chimiche per i trattamenti che garantiscano lunga vita al risultato. La canna preda e armonia di tutti questi aspetti in un unico prodotto.BREDA_BARRELS_2000px

Breda parte da acciaio scelto con determinate caratteristiche (si parla di “acciaio trilegato” il cui nome però non chiarisce tutte le proprietà dell’acciaio in quanto non ci parla della percentuale di composizione della lega Ni Cr Mo e non ci fornisce informazioni circa la presenza di altri elementi chimici presenti nel materiale) il cui approvvigionamento a lead time molto lunghi che ci obbligano ad una pianificazione molto accurata. Ogni lotto di materia prima è identificato e tracciato con le proprietà specifiche di quel lotto; spetta al Servizio Controllo Qualità certificare e valutare le specifiche della merce in ingresso prima di accettare il lotto e stoccarlo nei magazzini in attesa dell’inizio delle lavorazioni.

A seconda della misura finale della canna la barra viene tagliata a misura e quindi forata con punte a cannone lungo tutta la sua lunghezza; ricordiamo che Breda propone nel proprio catalogo canne con lunghezze che variano da 61 centimetri, 66 centimetri, 71 centimetri, 76 centimetri, e le eccezionali 81cm. Questo processo comporta lo scarto del 90% del materiale, ma assicura la massima affidabilità in quanto il tubo forato in prima fase non porta tensioni superficiali ed è la base per ottenere una canna molto elastica e performante. Vi incuriosisce sapere che lo spezzone di barra appena tagliato e pronto alla foratura profonda può pesare fino a 9Kg.

Il ciclo produttivo continua con le lavorazioni meccaniche esterne ed interne; sì lavora la camera, il raccordo, l’anima di canna e la strozzatura senza modificare la posizione del semilavorato in macchina il che permette di avere la massima concentricità a garanzia del risultato finale. Il tubo viene poi lappato tramite pietre porose che lucidano le superfici garantendo una finitura eccezionale; la rugosità delle superfici è molto bassa e la canna internamente permette di specchiarsi proprio grazie alla qualità delle superfici lavorate. Quest’ultimo procedimento permette di avere il minor attrito possibile durante l’espulsione della borra con i pallini spezzati. Si procede poi con la legatura di bindella e tenone, operazione rigorosamente a mano e praticata dalle delicate mani di operatrici molto esperte che devono essere attente e delicate a legare la canna perfettamente senza creare tensioni che si manifesterebbero durante la fase di cottura in forno. Breda utilizza per la saldatura delle proprie canne la saldobrasatura a Castolin, una lega composta da argento rame zinco e stagno. Il punto di fusione di suddetta lega non va ad interferire con la struttura molecolare della canna in modo negativo ad esempio alterando la tensione riducendone l’elasticità.

La canna è quasi pronta; mancano le operazioni manuali di pulitura delle superfici, gli artigiani utilizzano ancora il metodo della ruota a mano per la lucidatura esterna della canna, testa e trattamenti quali brunitura esterna e cromatura interna.

Si legge in pochi minuti, lo sappiamo, ma dietro le quinte passano 50 giorni e passano di mano a decine di mani sapienti, forti e delicate. Vi auguriamo di ottenere le migliori prestazioni da nostro lavoro, le migliori soddisfazioni dalla nostra canna Breda.